E.M.D.R

Penso che quest’uomo sia soffrendo a causa dei suoi ricordi

Freud

Cos’è l’EMDR?

Il termine E.M.D.R. sta per Eye Movement Desensitization and Reprocessing,  Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari.

Nasce nel 1989 da una psicologa francese.

Utilizzato in origine per alleviare lo stress associato a ricordi traumatici, ha ricevuto negli anno supporti clinici. Oggi è considerato il trattamento del Disturbo Post-Traumatico da Stress. Gli aspetti vincenti di tale tecnica sono: la rapidità dell’intervento, l’efficacia e la possibilità di somministrarlo a persone di qualunque età.

L’EMDR è oggi un metodo utilizzato in psicoterapia strutturato, che facilita il trattamento di psicopatologie e problematiche legate ad eventi traumatici, problematiche relative ad esperienze comuni che risultano per la persona emotivamente disturbanti,  oppure legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.
L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Ma cos’è un trauma?

Un Trauma è un evento improvviso e imprevedibile, forte. La persona lo affronta senza sapere come reagire, si sente impotente, o spesso cerca il modo migliore di reagire ma in modo disfunzionale.

Si può parlare di traumi singoli, come per esempio un incidente, o di un trauma multiplo, ovvero che si ripete nel tempo come nel caso di maltrattamenti.

L’EMDR permette quindi di lavorare su:

  • Traumi con la T maiuscola: si tratta di ferite importanti che minacciano la nostra integrità. Il Trauma con la T maiuscola è inteso come evento di vita traumatico quale può essere per esempio il lutto, l’aborto, un’incidente, un’aggressione, un abuso, una malattia, essere vittima di catastrofi naturali e nn, stupri, omicidi, diagnosi infauste…
  • traumi con la t minuscola: esperienze che sembrano oggettivamente poco rilevanti ma che possono assumere un peso e risultano disturbanti, soprattutto se ripetute nel tempo o se subite in momenti di particolare vulnerabilità o nell’infanzia. E’ allora che umiliazioni, abbandoni, trascuratezza, paure possono lasciare il segno modificando non solo i nostri atteggiamenti, le emozioni e le relazioni con gli altri nel corso della vita, ma imprimendosi in aree specifiche del nostro cervello.

Cosa accade nel nostro cervello?

Per guarire, la nostra mente mette in campo le proprie risorse. Perché, così come siamo dotati di un sistema immunitario che provvede a guarire le ferite fisiche, vi è anche un naturale sistema di riparazione delle ferite dell’anima. Gli eventi traumatici non vengono cancellati, ma rielaborati in modo adattivo, permettendoci di andare avanti spesso con risorse aggiuntive che ci serviranno per affrontare altre difficoltà. Il passato, in questi casi, resta nel passato e noi possiamo proseguire nel nostro cammino.

Quando un trauma rimane invece irrisolto, diventa parte di un circolo vizioso di pensieri, emozioni, sensazioni corporee disturbanti. I ricordi traumatici sono immagazzinati nel cervello in modo differente dai ricordi non traumatici. I ricordi traumatici si collocano nell’emisfero destro, separati dai ricordi positivi. Qui continuano ad agire, ma queste cicatrici sono il ricordo di ciò che è successo.

Come funziona l’EMDR?

Attraverso questa tecnica la persona accede a informazioni relative all’evento che le ha creato disagio e tramite indicazioni da parte del terapeuta, movimenti oculari, e/o altre modalità, riesce a migliorare la comunicazione fra i due emisferi cerebrali. In questo modo l’evento che ha scatenato il disturbo non viene rimosso, ma non risulta più disturbante.

Dopo alcune sedute di EMDR, i ricordi che prima risultavano disturbanti vengono desensibilizzati, perdendo così l’aspetto emotivo negativo. L’immagine del ricordo cambia nel modo in cui si presenta alla persona, non si modifica il ricordo, ma i pensieri intrusivi legati ad esso si attutiscono o spariscono, e diventano più funzionali e adattivi. Le emozioni e le sensazioni fisiche si riducono di intensità.

Quindi attraverso tale tecnica, il soggetto è in grado di accedere al ricordo che prima era per lui fonte disturbante, in modo più positivo.

L’elaborazione permette di cambiare la prospettiva, le valutazioni cognitive su di sé, permettendo così di adottare comportamenti più adattivi. Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il paziente discrimina meglio i pericoli reali da quelli immaginari condizionati dall’ansia.

Quindi il ricordo lo si vive come parte del passato. I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo. Dopo l’EMDR il paziente ricorda l’evento ma il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. L’esperienza è usata in modo costruttivo dall’individuo ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo. Cioè il paziente realizza le connessioni di associazioni appropriate, quello che è utile è appreso ed immagazzinato con l’emozione corrispondente ed è disponibile per l’uso futuro.

La seduta EMDR

Lo psicoterapeuta che ha ricevuto la specifica formazione EMDR, raccoglie la storia del paziente, identificando con lui gli eventi che hanno contribuito a sviluppare il problema: attacchi di panico, ansie, fobie…. Questi ricordi verranno poi elaborati con l’EMDR. Il paziente viene invitato a notare i pensieri, le sensazioni fisiche e le immagini collegati con l’esperienza traumatica, nel contempo il terapeuta gli fa compiere dei semplici movimenti oculari, o procede con stimolazioni alternate destra-sinistra. Tali stimolazioni hanno lo scopo di favorire una migliore comunicazione fra gli emisferi cerebrali e si basano su un processo neurofisiologico naturale, simile a quello che avviene nel sonno REM (fase del sonno in cui si sogna). Dopo l’EMDR il paziente ricorda ancora l’evento, ma sente che tutto ciò fa parte del passato ed è integrato in una prospettiva più adulta. Dopo una o più sedute i ricordi disturbanti legati all’esperienza traumatica si modificano, i pensieri intrusivi si attutiscono o spariscono, le emozioni e le sensazioni corporee si riducono di intensità. Studi dimostrano che nel giro di 3-6 sedute si ha dal 77 al 100% di remissione dei sintomi per quanto riguarda i traumi singoli. Mentre occorrono almeno 12 sedute per i traumi multipli.

La speranza di una nuova vita

In seguito all’EMDR il soggetto rafforza gli aspetti della sua autostima, è più centrato sul qui ed ora e sul senso di sé, ha più fiducia nelle sue capacità e nel suo valore come persona. Gli eventi traumatici perdono così l’iniziale impatto emotivo per venire trasformati in una risorsa positiva.
Dopo un trauma o uno stress grave, con l’EMDR, si acquista la consapevolezza che ciò che è successo non si può cambiare, ma il ricordo può essere trasformato liberando risorse preziose per la guarigione e il benessere dell’individuo e comunità.

 

Per saperne di più visita il sito www.emdr.it

Leggi uno dei seguenti libri:

  • EMDR revolution. Cambiare la propria vita un ricordo alla volta. Una guida per i pazientidi C. Callerame e Tal Croitoru, ed. Mimemis
  • Lasciare il passato nel passato. Tecniche di auto terapia con EMDR” di Francine Shapiro, ed. Astrolabio

Le letture non sono di per sé risolutive, ma utili nella comprensione della tecnica e possono essere usato come supporto alla tecnica effettuata dal terapeuta.