Paura di volare

Un piccolo passo per l’uomo, un balzo enorme per l’umanità…

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Neo: “Quale verità?” Morpheus “Che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente” – Film Matrix

La paura dell’aereo è un’emozione. Le emozioni fanno parte della nostra vita. La paura è una reazione normale di fronte a qualcosa per noi ignoto, ma può essere educata a una funzione positiva. Possiamo imparare a controllare le nostre emozioni: la paura di volare non è tale se non ci irrigidiamo sulle poltrone di un aereo!  Le emozioni possono essere paragonate ad evidenziatori con i quali sottolineiamo episodi della nostra vita. Pertanto lo stesso episodio può essere vissuto in modo diverso dalle diverse persone, ma anche in modo diverso dalla stessa persona a seconda del periodo di vita che sta affrontando. Non è la natura degli episodi a scatenare il tipo di emozione, ma l’interpretazione soggettiva che noi facciamo di quella situazione.  Pensiamo per esempio a quando saliamo sulle montagne russe, proviamo le stesse sensazioni fisiche di quando saliamo sull’aereo. Nel primo caso però siamo eccitati, nel secondo terrorizzati, perché? Questo dipende dalla lettura che noi facciamo della situazione: nel caso delle montagne russe l’etichetta che metteremo sarà “divertimento”, nel caso invece dell’aereo metteremo “terrore”. Così successivamente in modo automatico, ogni volta che saliremo su un aereo ne saremo terrorizzati. Dobbiamo quindi cambiare etichetta. Come diceva Fearless Flyer “la paura di volare è nella testa non sull’aereo“. (leggere articolo sull’ansia)

Quando il problema si è strutturato, si crea l’ansia anticipatoria, ovvero la “paura della paura”. Quindi ancora prima di prendere l’aereo, proviamo ansia. La paura non riguarda più l’aereo, ma invece si crea la paura di stare male, di provare emozioni difficilmente gestibili.

Elementi tipici di chi soffre della paura di volare sono:

  • tendenza al controllo:”se controllo mi sento meglio, se qualcosa sfugge al mio controllo provo angoscia”;
  • intolleranza all’incertezza: incertezza=pericolo;
  • pensiero catastrofico: ovvero vengono fatte previsioni catastrofiche;
  • difficoltà a discriminare le emozioni: chi ha paura di volare, fatica a capire l’intensità e la tipologia dell’emozione che prova;
  • evitamento della situazione che si ritiene pericolosa: “non prendo più l’aereo”.

L’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro al mondo. Le statistiche riportano che la paura di volare è molto diffusa, riguarda circa il 50% delle persone. Quindi innanzitutto cerca di capire che non sei il solo. Volare è normale, l’aereo è davvero il mezzo più sicuro. Pensiamo a quanti incidenti aerei avvengono. Sono molto pochi. Ma chi ha paura di volare non noterà sicuramente i moltissimi aerei che ogni giorno volano sopra le nostre teste, ma quel solo aereo che ha avuto un problema. E questo avviene proprio perché ci concentriamo sugli elementi che vanno a confermare i nostri pensieri disfunzionali e distorti. Andiamo, in pratica, a ribaltare la sequenza causa-effetto che prevede che ci sia una minaccia a cui segue uno stato ansioso. Nel caso della paura di volare invece c’è lo stato ansioso prima di una reale minaccia. Pertanto il pericolo non è reale, ma presente solo nella nostra testa.

Comprendere l’abc delle emozioni e la logica sottostante ai processi emotivi, ci permette di far luce sui meccanismi che regolano la nostra vita e di apprendere le strategie necessarie per gestire le emozioni e non permettere loro di condizionare la nostra vita. Per questo è necessario rivolgersi ad un professionista, con l’obiettivo di instaurare un rapporto più amichevole con le nostre emozioni. Dobbiamo imparare a gestire le emozioni negative e limitarne i danni. Visto che la paura di volare è nella testa, bisogna partire da li per capire il motivo e smontare i meccanismi perversi che si instaurano. Esistono degli errori, delle distorsioni di pensiero che vengono messi in atto sistematicamente. Andiamo cioè a concentrare la nostra attenzione sugli aspetti negativi che confermano le nostre idee e il nostro pensiero distorto (“Chi ha paura non fa che sentire fruscii ovunque” Sofocle). Da qui bisogna iniziare il lavoro.

 

Questo articolo è tratto interamente dal libro “Mai più paura di volare” Di Luca Evangelisti. 

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